MotoGP
30 Novembre 2009

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I segreti della pista di Donington

I segreti della pista di Donington

22 Giugno 2007

Donington Park è caratterizzata da una serie di curve veloci collegate l'una all'altra. In questa sezione lo stile di guida fluido e la velocità in curva sono molto più importanti che la potenza bruta. Tuttavia, a complicare le cose, la sezione Melbourne (aggiunta nel 1986 per portare la pista alla lunghezza minima regolamentare richiesta dai GP) contiene tre curve dove frenata estrema e accelerazione bruciante diventano fattori determinanti. Far funzionare bene una MotoGP in due sezioni così contrapposte richiede ai tecnici un compromesso geniale per quanto riguarda la ciclistica e la scelta delle gomme.

Donington è entrato nel calendario iridato dal 1987 prendendo il posto del circuito di Silverstone, a sua volta diventato sede del Gran Premio d'Inghilterra a metà degli anni '70 quando il noto TT dell'Isola di Man venne giudicato eccessivamente pericoloso per i GP.

Donington è un circuito storico, forse anacronistico per quanto riguarda la struttura e la logistica, ma può vantare una delle piste più belle dell'intero campionato, per piacere di guida e anche per lo scenario in cui è incastonata.

Il tracciato è un saliscendi molto tecnico, veloce nella prima parte, più lento nella seconda. Nelle ultime tre curve, per la presenza di frenate secche e curve molto strette, è più facile tentare il sorpasso e non è un caso che la maggior parte dei duelli si risolvono in questo tratto.

Caratteristica distintiva del tracciato è sicuramente la Craner, una curva veloce che si affronta in quinta ma con una certa "cautela" perché è in discesa, ingannevole e estremamente tecnica. Qui è fondamentale impostare in anticipo la giusta traiettoria. Viste le caratteristiche della pista completamente differenti, con una prima parte veloce, dove è richiesta una guida pulita, e una seconda, decisamente più lenta, dove occorre essere più aggressivi, occorre trovare una messa a punto particolare. Un buon compromesso tra scorrevolezza, frenate possenti e forti accelerazioni: il pilota ha bisogno di una moto precisa per la sezione veloce, e agile per il secondo tratto decisamente più nervoso.

Nato come circuito di moto nel 1931, Donington presto è diventato la base per le maggiori competizioni motoristiche inglesi anche a 4 ruote. Il tracciato ha subìto diverse modifiche dopo diversi periodi di inattività, anche durante la guerra. La più profonda, nel 1985, ha portato il circuito alla configurazione attuale: un tracciato di 4.023 metri con 11 curve. Dal 1987 è la sede del Gran Premio di Gran Bretagna, avendo sostituito Silverstone.

Rispettando quella che è l'impostazione inglese del motorismo, anche Donington possiede un bellissimo museo, situato poco fuori la recinzione della pista, dove si può ammirare la più grande collezione del mondo di vetture da gran premio. In 5 ampie sale, perfettamente ambientate nello spirito delle corse, sono esposte ben 130 vetture che hanno fatto la storia degli ultimi 2 secoli di corse, con un occhio di riguardo ai costruttori britannici: soprattutto la galleria completa di tutti i modelli Vanwalls, un famoso marchio inglese oggi scomparso, le collezioni di Williams e McLaren. Ma ci sono anche due angoli dedicati a grandi miti del passato come Juan Manuel Fangio e Ayrton Senna, oltre ad una completa sfilata di aschi di piloti di tutte le epoche. Da non perdere.


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